Benvenuti nel sito ufficiale del Santuario della Madonna del Tindari

 

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indulgenza plenaria perpetua

 

spartito Evviva del Tindari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  L'Organo del Santuario

 

            Con molta frequenza scrivo in varie riviste su organi storici siciliani premettendo ad ogni contributo una breve ricerca storica nel tentativo di introdurre il lettore nell’epoca in cui lo strumento in esame venne costruito; il viaggio immaginario risulta, così, già un’affascinante premessa.  La stessa operazione non può essere effettuata introducendo la descrizione dell’organo  del Santuario il quale è stato costruito tra il 1979 e il 1980 dalla ditta organaria F.lli Ruffatti di Padova, ma non è detto che ciò sia un limite poiché spesso la contemporaneità ha il pregio dell’immediata comprensione senza alcuna mediazione.

     La prima impressione che si ricava dalla vista dell’organo è l’estrema integrazione con il resto del Santuario, la doppia linea delle canne di facciata si armonizza con la cantoria. L’organo è uno strumento particolare, è lo strumento sacro per antonomasia, forse è proprio il simbolo della musica sacra. Iniziare un cammino di valorizzazione della musica sacra centrando l'attenzione sulla musica organistica, significa valorizzare allo stesso tempo forme musicali che altro non sono che il riflesso di determinate temperie culturali coniugandole con luoghi ben precisi in cui tali forme possono esplicarsi. Uno strumento come l'organo riassume in sé connotazioni musicali, artistiche, architettoniche, culturali e storiche.

Quali sono le peculiarità dell’organo di Tindari? La ricchezza timbrica, innanzitutto, la possibilità di poter cavare dalle 7000 canne di cui è dotato le sonorità più potenti ma anche le più tenui e sfumate, ai limiti dell’udibilità, poter alternare le soluzioni timbriche più disparate grazie alle cinque tastiere.

 Non voglio entrare in descrizioni eccessivamente tecniche ma alcune considerazione di carattere generale sono necessarie. L’organo è costituito da diverse sezioni distribuite nei due corpi che fiancheggiano la cantoria e il meccanismo della trasmissione è elettrico, per cui all’abbassarsi di un tasto o di qualunque altro congegno della consolle parte un impulso elettrico che giunge attraverso una moltitudine di cavi alle valvole che a loro volta fanno suonare le canne; con tale meccanismo è possibile avere più di una consolle ed è proprio il caso di Tindari  che ha la consolle principale in cantoria mentre una seconda consolle è collocata in basso vicino al presbiterio. La consolle principale ha cinque tastiere ed una pedaliera. Ogni tastiera ha un carattere ben preciso:

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la prima, denominata “positivo”, possiede dei registri molto brillanti che si ispirano agli organi storici, ma non eccessivamente potenti,

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la seconda tastiera, il “grand’organo”, è il fulcro di tutto l’organo dove si trovano i registri che costituiscono l’ossatura di tutto l’edificio sonoro dell’organo,

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la terza tastiera, il “recitativo”, accoglie dei timbri molto versatili che svolgono una funzione molto espressiva,

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la quarta tastiera, il “solo”, fa suonare dei registri molto marcati utili per tutti i passaggi solistici,

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la quinta tastiera, “l’eco”, ha i registri più tenui che vengono usati per tutti gli effetti di eco le cui canne sono poste nel punto più lontano proprio per aumentarne l’effetto,

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la pedaliera, infine, possiede dei registri che devono armonizzarsi con tutti quelli presenti alle tastiere oltre a quelli che devono svolgere la necessaria funzione di sostegno armonico.

La consolle secondaria ha solamente le prime tre tastiere e la pedaliera.

      Io ho avuto il piacere e l’onore di poter provare a lungo quest’organo in occasione della registrazione di un compact-disc e, conseguentemente, ho potuto studiare ed apprezzare tutte le sfumature sonore dell’organo; posso affermare che l’organo di Tindari sintetizza un’intera orchestra in un caleidoscopio di suoni che è perfettamente corrispondente al gioco dei colori che ornano l’intero Santuario. Su quest’organo è possibile suonare efficacemente la migliore musica organistica sinfonica ed il Santuario di Tindari può a pieno titolo affermarsi anche come un centro di diffusione culturale organistica di livello nazionale.

  M° Diego Cannizzaro